RAEE o E-Waste, non è tutto metallo smaltito quel che luccica

I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono i nostri elettrodomestici, dalla radiolina al frigorifero, ormai diventati rifiuti, il cui smaltimento mette a repentaglio salute e ambiente.

raee e-waste rifiuti

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La problematica a livello mondiale degli e-waste riflette quella ancora più grande della gestione dei rifiuti e del loro riciclaggio, e se ne parla nella Direttiva Europea 2002/96/EU. [1]

Perché esiste una specifica direttiva su questa tipologia di rifiuti?

La complessità di un e-waste è intrinseca nella sua produzione e funzione, la varietà di materiali utilizzati è enorme, sono migliaia. Possono essere collegati o fusi assieme, sono plastiche, vetro assieme ad una serie di metalli come il rame, l’argento, l’indio, il cadmio, le leghe e le cosiddette “terre rare”, un gruppo di metalli che in natura sono presenti in quantità molto minori rispetto ai più comuni e quindi ne accresce il valore.

Recuperare e riciclare materiali dai rifiuti elettronici necessita di una specifica filiera industriale e di molta manodopera, i profitti possono essere elevati quando il valore dei materiali ricavati è elevato, ma non sempre questi processi vengono attuati a livello locale.[1]

Come sono stati smaltiti gli e-waste fino ad ora?

E’ sconcertante scoprire che la maggior parte degli e-waste prodotti dai paesi europei e industrializzati sono stati “spediti” in blocco in nazioni del terzo mondo.

Si procede allo smontaggio e al recupero di componenti e materiali, in totale assenza di protezioni, strumenti e luoghi di lavoro sicuri. Gli impatti ambientali e sulla salute sono devastanti. [2]

Niente di ciò vi toccherà se non darete almeno un’occhiata agli aspetti sociali e sanitari legati a questo commercio.

In onda su Rai5 un programma in varie puntate intitolato “L’insostenibile leggerezza del prezzo”, titolo originale “Blood, Sweat and…” , racconta con immagini e testimonianze agghiaccianti le realtà di queste catene di smaltimento e recupero.

In particolare gli episodi 4 e 5 sono specifiche dell’argomento, purtroppo sono un po’ difficili da trovare sul sito ondemand di Rai.tv , per ora vi posso segnalare uno dei siti ufficiali della BBC.

blog e-waste raee rifiuti elettronici

bbc.co.uk

I bambini possono scegliere tra lavorare come trasportatori d’acqua oppure bruciare ammassi di plastiche e cavi per ricavare il rame e rivenderlo; la seconda scelta porterà il doppio del ricavato, circa un paio d’euro al giorno e una serie di terribili conseguenze sulla loro salute.

Sono infatti esposti, senza alcuna protezione, ai fumi della combustione.

blog raee e-waste rifiuti elettronici

zerowaste.co.in

Come vengono smaltiti gli e-waste ora?

Sebbene ancora la maggior parte di essi vengono esportati, i paesi industrializzati si stanno muovendo in tal senso; impianti di recupero e riciclaggio sono in aumento, e il profitto insieme all’occupazione che porta con sé stanno sensibilizzando poco a poco il settore industriale.

Che prospettive ci sono all’orizzonte?

Nulla di tutto ciò è ancora sufficiente, sebbene le quantità smaltite nelle discariche dei nostri rifiuti più comuni stanno diminuendo, quelle riguardanti i raee non accennano a diminuire.

La scelta scellerata di “esportare” questi rifiuti sta dilagando, complice il relativo incremento delle produzione degli stessi apparecchi.

 

 

Bibliografia e riferimenti:
[1] Direttiva Europea 2002/96/EU
[2] Widmer, Oswald-Krapf, Sinha-Khetriwal, Schnellmann, Böni. Global perspectives on e-waste. 2005

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