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Leonardo Di Caprio documentary -Before The Flood- is a mission

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After being appointed UN Ambassador of Peace, Leonardo DiCaprio began his journey around the world to gather testimonies about the global warming phenomenon as a threat for the whole humanity.

Before the Flood” is directed by Fisher Stevens, also produced by DiCaprio and with the executive production of Martin Scorsese.
No it is not a film, but a documentary that keeps you glued to the screen for just over an hour and a half. For a very littloe time was available in free streaming on the National Geographic.

Leonardo DiCaprio is only at the beginning when he shows us the colossal oil sands extraction plants in Canada. Arctic ice and coral reefs in danger, then the role of US politicians on the progress of green actions.

Elon Musk’s Gigafactory, the global message of Pope Francis with his encyclical and Obama’s policies for the future environmental sustainability of human activities, sugarcoat the overview and make us keep hoping.

nationalgeographic

RAEE o E-Waste, non è tutto metallo smaltito quel che luccica

I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono i nostri elettrodomestici, dalla radiolina al frigorifero, ormai diventati rifiuti, il cui smaltimento mette a repentaglio salute e ambiente.

raee e-waste rifiuti

Image courtesy of kkojang at FreeDigitalPhotos.net

La problematica a livello mondiale degli e-waste riflette quella ancora più grande della gestione dei rifiuti e del loro riciclaggio, e se ne parla nella Direttiva Europea 2002/96/EU. [1]

Perché esiste una specifica direttiva su questa tipologia di rifiuti?

La complessità di un e-waste è intrinseca nella sua produzione e funzione, la varietà di materiali utilizzati è enorme, sono migliaia. Possono essere collegati o fusi assieme, sono plastiche, vetro assieme ad una serie di metalli come il rame, l’argento, l’indio, il cadmio, le leghe e le cosiddette “terre rare”, un gruppo di metalli che in natura sono presenti in quantità molto minori rispetto ai più comuni e quindi ne accresce il valore.

Recuperare e riciclare materiali dai rifiuti elettronici necessita di una specifica filiera industriale e di molta manodopera, i profitti possono essere elevati quando il valore dei materiali ricavati è elevato, ma non sempre questi processi vengono attuati a livello locale.[1]

Come sono stati smaltiti gli e-waste fino ad ora?

E’ sconcertante scoprire che la maggior parte degli e-waste prodotti dai paesi europei e industrializzati sono stati “spediti” in blocco in nazioni del terzo mondo.

Si procede allo smontaggio e al recupero di componenti e materiali, in totale assenza di protezioni, strumenti e luoghi di lavoro sicuri. Gli impatti ambientali e sulla salute sono devastanti. [2]

Niente di ciò vi toccherà se non darete almeno un’occhiata agli aspetti sociali e sanitari legati a questo commercio.

In onda su Rai5 un programma in varie puntate intitolato “L’insostenibile leggerezza del prezzo”, titolo originale “Blood, Sweat and…” , racconta con immagini e testimonianze agghiaccianti le realtà di queste catene di smaltimento e recupero.

In particolare gli episodi 4 e 5 sono specifiche dell’argomento, purtroppo sono un po’ difficili da trovare sul sito ondemand di Rai.tv , per ora vi posso segnalare uno dei siti ufficiali della BBC.

blog e-waste raee rifiuti elettronici

bbc.co.uk

I bambini possono scegliere tra lavorare come trasportatori d’acqua oppure bruciare ammassi di plastiche e cavi per ricavare il rame e rivenderlo; la seconda scelta porterà il doppio del ricavato, circa un paio d’euro al giorno e una serie di terribili conseguenze sulla loro salute.

Sono infatti esposti, senza alcuna protezione, ai fumi della combustione.

blog raee e-waste rifiuti elettronici

zerowaste.co.in

Come vengono smaltiti gli e-waste ora?

Sebbene ancora la maggior parte di essi vengono esportati, i paesi industrializzati si stanno muovendo in tal senso; impianti di recupero e riciclaggio sono in aumento, e il profitto insieme all’occupazione che porta con sé stanno sensibilizzando poco a poco il settore industriale.

Che prospettive ci sono all’orizzonte?

Nulla di tutto ciò è ancora sufficiente, sebbene le quantità smaltite nelle discariche dei nostri rifiuti più comuni stanno diminuendo, quelle riguardanti i raee non accennano a diminuire.

La scelta scellerata di “esportare” questi rifiuti sta dilagando, complice il relativo incremento delle produzione degli stessi apparecchi.

 

 

Bibliografia e riferimenti:
[1] Direttiva Europea 2002/96/EU
[2] Widmer, Oswald-Krapf, Sinha-Khetriwal, Schnellmann, Böni. Global perspectives on e-waste. 2005

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«Eco logo – l’industria italiana difende o distrugge l’ambiente?» un libro di strategie e voti di un’industria in evoluzione

ecologia-libro-copertina Autori:
Stefano Apuzzo, noto giornalista, scrittore e attivista, è stato Deputato al Parlamento e Consigliere Comunale;
Danilo Bonato, esperto di tecnologia industriale, dai primi anni del 2000 assume diversi ruoli gestionali nel consorzio ReMedia per la raccolta dei RAEE ed altre organizzazioni e fondazioni affini.

 

Di cosa tratta?
Economia e produzione (di beni e di energia) sono strettamente correlati con l’ambiente e il risparmio energetico; se ne parla in questo libro attraverso racconti interessanti e stuzzicanti come la terza rivoluzione industriale, strategie industriali, ed organizzazioni mondiali, un mix quasi perfetto di espressione filosofica e stato dell’arte.”Fare impresa nel rispetto dell’ambiente”: un titolo ambizioso per la prima parte del libro, argomento complesso per natura, spiegato prima di tutto attraverso il contesto, dal protocollo di Kyoto, alle strategie economiche applicate per la riduzione delle emissioni di CO2 , il tutto abbastanza sintetico e funzionale.

Dalla prospettiva mondiale si passa all’Italia, esponendo diversi casi studio; non si può certo dire che furono tutte strategie ed innovazioni a impatto zero, in ogni caso hanno fatto la storia e sono stati un primo passo, forse maldestro, verso l’innovazione industriale ecosostenibile.
Un’interessante alternanza con gli altri esempi di eco-innovazione virtuosa e lungimirante.
Il motivo va ricercato nel fatto che al risparmio energetico e all’eco-innovazione all’interno della realtà industriale, ne consegue sempre un ampliamento del mercato e nuovi posti di lavoro.

La seconda parte del libro vengono stilate delle PAGELLE ambientali all’industria italiana, un’analisi spietata e attenta agli esempi più o meno virtuosi.
Si analizzano i vari comparti industriali italiani e la loro propensione verso l’eco-innovazione e l’ecosostenibilità, verso la produzione di energia pulita, lasciando poi spazio ad un barlume di speranza di cambiamento; un cambiamento più spinto dalle opportunità di rendita e arricchimento che da uno spirito ambientalista consapevole o eco-centrista?

Vi mostro la mia personale spiegazione, il più possibile semplificata e schemattizzata, per descrivere il legame tra rifiuti e valore economico.
Vi lascio la curiosità di scoprire a chi sono andati i bei voti e a chi quelli brutti. Vi garantisco che ne rimarrete sorpresi!rifiuti-schema-blog

[Il libro è disponibile su Kobo Shop in formato e-pub per e-book, al prezzo di 6.99€, disponibile in libreria, anche quelle online, in versione cartacea il prezzo di copertina è 12.00€(ibs.it), 270 pagine, Collana Ecoalfabeto – I libri di Gaia di Stampa Alternativa]
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Ecosia, il motore di ricerca sostenibile che pianta gli alberi

Ecosia è un motore di ricerca da installare nel proprio browser come “estensione” (o componente aggiuntivo) totalmente gratuita.

Come funziona Ecosia:

i ricavi ottenuti dai link pubblicizzati vanno a coprire le classiche spese, e l’80% della somma restante viene investito nella riforestazione e nella ricostruzione di ambienti naturali in Burkina Faso.

Questa applicazione è disponibile per tutti i browser, anche per smartphone. Tramite un cookie è possibile tenere un conto di quanti alberi saranno piantati grazie alle tue ricerche con Ecosia.

Io l’ho applicato su Firefox, che uso principalmente per le mie ricerche. Una volta installato, l’ho impostato come homepage ed anche all’apertura di una nuova scheda; per altri browser funziona praticamente allo stesso modo.

E’ disponibile anche una app per la versione mobile!

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La missione di Leonardo Di Caprio – il suo documentario “Before the Flood” insegna

Dopo essere stato nominato Ambasciatore di Pace delle Nazioni Unite, Leonardo Di Caprio intraprende il suo viaggio in tutto il mondo per raccogliere le testimonianze sul fenomeno del riscaldamento globale che mette a rischio l’intera umanità.

Before the Flood” è diretto da Fisher Stevens, prodotto anche dallo stesso Di Caprio e con la produzione esecutiva di Martin Scorsese. No non è un film, ma un documentario che tiene incollati allo schermo per più di un’ora e mezza. In questo caso allo schermo di un computer, perché lo streaming gratuito sul sito della National Geographic sarà disponibile fino alle 22 dell’8 Novembre.
Leonardo Di caprio è solo all’inizio quando ci mostra i colossali impianti di estrazione di sabbie bituminose in Canada. Il ghiaccio dell’Artico e le barriere coralline in pericolo, fino al ruolo della politica negli USA sul progresso delle green actions.

Le Gigafactory di Elon Musk, il messaggio globale di Papa Francesco con la sua Enciclica e le politiche di Obama a favore della futura sostenibilità ambientale delle attività dell’uomo addolciscono un po’ la pillola e ci fanno continuare a sperare.

Ottimo lavoro Leonardo, non avrebbe senso starsene seduti ad aspettare che tutto venga sistemato, ma è evidente che qualcuno lo fa anche per noi.

 

In aggiornamento con il link dove potrà essere visto

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Organizzazioni, Fondazioni e Campagne ambientaliste in Italia e nel mondo


Tre azioni diverse accomunate dagli stessi scopi: promuovere, sostenere e diffondere buone pratiche, informare il cittadino e l’opinione pubblica tramite strategie concrete di salvaguardia ambientale.

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Cosa sono le organizzazioni

L’unione di più persone che perseguono uno scopo, possono essere governative come le Agenzie nazionali, mondiali e della pubblica amministrazione (EPA, EEA ecc…) oppure non governative.
Alcuni esempi per interesse generale, di organizzazioni che si occupano di tematiche ambientali o ambientaliste.

IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change)
Organizzazione che fa parte dell’ONU, strutturata in diversi gruppi, ogni gruppo è composto da scienziati ai quali è affidata la stesura e la pubblicazione di un rapporto; all’interno del rapporto tutte le scoperte scientifiche avvalorate sui cambiamenti climatici, insieme a cause, conseguenze e previsioni, vengono esposte. A chi è rivolto? Ovviamente in primis ai legislatori e politici di ogni nazione, a ricercatori e scienziati, a giornalisti e infine all’opinione pubblica.

SOCIAL GOOD LIFE- www.plasticbank.org
Organizzazione non governativa creata da David Katz, alla cui base vi è un progetto di educazione ambientale e imprenditoriale. Lo scopo di tale progetto è di aiutare popolazioni disagiate creando un business con la raccolta di rifiuti di plastica dalle spiagge, dai mari e dai corsi d’acqua; questi rifiuti diventeranno un prodotto denominato “Social Plastic™” una moneta di scambio, che avrà validità presso la Banca della plastica, il cuore dell’associazione che scambia i rifiuti con denaro.

Cosa sono le fondazioni

Le fondazioni sono enti che controllano e gestiscono un patrimonio destinato al raggiungimento di uno scopo, in maniera diretta o avvalendosi di altri soggetti.
Se per esempio lo scopo della Fondazione è la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali potrebbe decidere di sostenere economicamente progetti di ricerca, di educazione o campagne ambientaliste di vario genere.

FAI (Fondo Ambiente Italiano)
E’ una fondazione privata destinata alla tutela del patrimonio ambientale, artistico e culturale. Promuove numerose iniziative, tra cui la “Giornata del FAI” che permette di visitare gratuitamente numerosi beni nel nostro territorio, e “I luoghi del cuore” il censimento dei luoghi degradati che dovrebbero essere tutelati, e molto altro.

Un ultimo approfondimento lo dedico alle Fondazioni appartenenti a personaggi di spicco e vip, sempre più comuni e rivolte a cause ambientaliste, pubblicità e bisogno di esibirsi? Probabilmente no. Sicuramente un gesto civico e piuttosto mettere a disposizioni i propri canali e il proprio volto per assicurarsi che i progetti finanziati abbiano maggiori opportunità di successo e una maggiore visibilità.
Tra le più “in voga” vi cito la Leonardo Di Caprio Foundation e la IS Foundation di Ian Somerhalder, entrambe promuovono e finanziano numerose iniziative per la salvaguardia delle specie animali in estinzione, degli ecosistemi marini e boschivi; recentemente ha fatto notizia il discorso dell’attore Di Caprio alle Nazioni Unite 😉

Cosa sono le campagne ambientaliste

Sono iniziative organizzate come mezzo di comunicazione sociale per sensibilizzare l’opinione pubblica, possono essere finanziate da una organizzazione e quindi anche da una fondazione.

Puliamo il mondo: una delle campagne di volontariato ambientale più conosciute in Italia organizzata da Legambiente e nasce dalla relativa campagna internazionale “Clean up the world”; attraverso gruppi locali organizza attività di pulizia presso parchi, strade, ma anche spiaggie ed altri ambienti naturali.

Salviamo le api: campagna di Greenpeace, sensibilizzano sul problema legato alla morìa di api che affligge soprattutto l’Europa e il Nord America, presentando poi le possibili soluzioni con la parola agli esperti.

Save the Artic: tra le più attuali e famose campagne ambientaliste di Greenpeace, per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli impatti del consumo di combustibili fossili sul clima e sull’ecosistema globale.

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“I rifiuti? Non esistono!” M. Boschini, E. Ortes – Consigli di lettura

foto-libro-i-rifiuti-non-esistono-boschiniAutori:
Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, è noto giornalista e scrittore.
Ezio Ortes, assessore nel Comune Ponte delle Alpi, fa parte anch’egli dell’Associazione Comuni Virtuosi ed è consulente ambientale.

Di cosa tratta?
Si parla di rifiuti.. ma non solo. Come già preannunciato dalla quarta di copertina.
Non troverete esaurienti introduzioni, lunghe spiegazioni sullo stato dell’arte e la classica linea storica come in molti altri libri; forse perché le pagine son poche o più probabilmente perché non è lo scopo di questo libro.
Un libro di sole 55 pagine, ma che va dritto alla questione senza perdersi in chiacchiere; la questione è la gestione delle risorse pubbliche, per risorse si intendono acqua, territorio, ma anche rifiuti. Uno dei temi principali è la privatizzazione dei servizi pubblici e il loro tortuoso legame con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
E’ evidente la volontà di abbattere i luoghi comuni, e puntare ad affrontare gli aspetti più peculiari, alcuni negativi, ma anche portando alla luce quelli positivi messi nel dimenticatoio, come fosse difficile ammettere che sì, qualcosa di buono siamo capaci di farlo.

Pagina dopo pagina vorrete saperne sempre di più, vorrete entrare in quella intrigata matassa di meccanismi, scoprirla e poi comprenderla fino all’ultimo capo dei molti fili.
Infine, attraverso le storie che vengono raccontate, conoscerete persone che nel loro piccolo (o nel loro “grande”) hanno fatto e stanno facendo la differenza.

 

[Ho acquistato il libro dal sito www.emi.it al prezzo di 4.50€ (prezzo di copertina 5.00€), 55 pagine, Editrice Missionaria Italiana]