24/06/15

Perplessità e riflessioni sulla Lettera Enciclica di Papa Francesco

Prima ancora della pubblicazione, la Lettera Enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco ha sollevato quesiti e preoccupazioni.
Quando il quotidiano l’Espresso ha pubblicato in esclusiva una bozza del testo senza il permesso del Vaticano, nessuno è stato capace di spiegare come sia potuto succedere e soprattutto per quale motivo. La spiegazione più plausibile, per alcuni, è l’intenzione di ridurre l’effetto del messaggio che si intende comunicare; se così fosse, potrebbe apparire evidente che all’interno del Vaticano stesso sia ancora difficile aprirsi verso temi così attuali e di carattere scientifico. 

Quindi, effettivamente, a chi è rivolta tale Enciclica? E soprattutto, riuscirà ad educare al cambiamento anche i cristiani più conservatori?

A tal proposito Papa Francesco gioca le carte giuste, poiché nell’Enciclica si susseguono in modo alternato capitoli riguardanti le verità oggettive derivate dagli studi scientifici e capitoli di carattere prettamente teologico con riferimenti alle sacre scritture e citazioni di passi della Bibbia.
Più volte si rimarca il rapporto Dio-natura-uomo, con particolare attenzione alla visione antropocentrica come esempio negativo di dominio dell’uomo sugli esseri viventi. Niente di nuovo per chi tali argomenti li ha già affrontati in un contesto laico.

Degna di nota, la non presa di posizione sugli OGM, la riflessione su come risvolti positivi e negativi dipendano dalla natura dell’applicazione e non dall’uso della biotecnologia stessa. 
In linea con questo argomento riporto una citazione dall’Enciclica che ritengo interessante, scritta da Giovanni Paolo II a proposito delle biotecnologie: 
… è legittimo l’intervento che agisce sulla natura «per aiutarla a svilupparsi secondo la sua essenza, quella della creazione, quella voluta da Dio»”.
Analizzandola  da un punto di vista assolutamente laico è desumibile che Giovanni Paolo II approvasse l’applicazione della biotecnologia, qualora rivolta alla creazione di vita. 
Tra le applicazioni delle biotecnologie sulla vita però non bisogna dimenticare la presenza di quelle per la riproduzione umana, ovvero la procreazione assistita, tanto respinta dall’etica cattolica. Insomma, le incongruenze non mancano.

Di certo è apprezzabile l’invito che il Papa rivolge al popolo cristiano verso una “conversione” ad uno stile di vita più ecosostenibile, ad un cambiamento dentro l’uomo ancor prima che fuori, prendendo come testimonial la storia e il profilo di San Francesco d’Assisi.
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Tutto ciò sarà davvero sufficiente?

Papa Francesco deve convincere i suoi fedeli ad un cambiamento drastico nella visione quotidiana dei loro stili di vita, dei loro consumi, della loro necessità reale di cose materiali. 
Gli stessi fedeli ancora così radicati ai principi cattolici secondo cui figli al di fuori del matrimonio, convivenze, omosessualità, masturbazione, celibato sacerdotale, sono ancora dei tabù, oggetto in contrapposizione di diverbi accesi o di chiusura da parte di molte correnti della chiesa cattolica.

Riuscirà Papa Francesco in tale intento?
Possiamo solo attendere di conoscere i risultati.

17/06/15

ECOSIA – Search Engine for the Environment - il Motore di Ricerca per l'Ambiente!



Ecosia è un motore di ricerca da installare nel proprio browser come “estensione” (o componente aggiuntivo) totalmente gratuita.

Come funziona: i ricavi ottenuti dai link pubblicizzati vanno a coprire le classiche spese, e l’80% della somma restante viene investito nella riforestazione e nella ricostruzione di ambienti naturali in Burkina Faso.

Questa applicazione è disponibile per tutti i browser, anche per smartphone. Tramite un cookie è possibile tenere un conto di quanti alberi saranno piantati grazie alle tue ricerche con Ecosia.

Io l’ho applicato su Firefox, che uso principalmente per le mie ricerche. Una volta installato, l'ho impostato come homepage ed anche all’apertura di una nuova scheda; per altri browser funziona praticamente allo stesso modo.


English:

Ecosia is a Search Engine, that you can install on your browser, as a completely free Add-on.

How it works: the earnings obtained by advertised links will cover the classic costs, and the 80% of the remaining part is invested in afforestation and in restoration of natural environments in Burkina Faso.

This Add-on is available for every browser, and for smartphone as well. Through a cookie is possible to count how many trees will be planted by virtue of your search activities by Ecosia.

I’ve installed Ecosia on Firefox, that I use mostly for my research. After installation, I set the Add-on as homepage and new page’s opening as well; it works in the same way for every browser.

11/05/15

Multitasking Ecology e Biovisioni.it

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Diverse settimane di assenza dall’ultimo post, non sono stata con le mani in mano, ma stavo tessendo i fili per una mia prima importante collaborazione.

Sul magazine online biovisioni.it potrete trovare i miei articoli pubblicati e molti altri come contributo fondamentale per una divulgazione, in materia ambientale, corretta e approfondita.

Il mio consiglio è: non perdetevi nemmeno una lettera!


Fracking: l’illusione americana di un benessere facile e senza sforzo

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Ha cambiato le dinamiche economiche e finanziarie del mondo intero nell’ultimo anno, eppure è una tecnologia conosciuta già dalla metà degli anni 50 e la sua applicazione ha addirittura una lista di attesa.

Il prezzo del barile di petrolio si è dimezzato negli ultimi sei mesi, arrivando al di sotto della soglia allarmante dei  50 dollari, le cause sono da ricercare nella pressoché invariata domanda di mercato e nell’enorme surplus di petrolio generato, appunto, dalle attività di Fracking negli Stati Uniti. [1]

Nello specifico cos’è il Fracking? Questo termine abbreviato sta per “fratturazione idraulica” e permette di ottenere petrolio che si trova naturalmente intrappolato nelle rocce. Avviene per prima cosa una trivellazione verticale per arrivare alla profondità voluta, poi una trivellazione orizzontale per espandere l’azione di fratturazione in un’area più estesa. In seguito viene avviata una pompa, attraverso la quale vengono immessi ad alta pressione acqua, sabbia e composti chimici di varia natura che rompono la roccia fratturandola e facilitando così la risalita di petrolio assieme ad essi.

A risalire in superficie non è però soltanto petrolio grezzo, detto Shale Oil (petrolio di scisto), ma anche ingenti quantità di gas come il metano, ozono, particolati e altri composti molto volatili; mentre disciolti nella parte liquida risalgono benzene (ben conosciuto per i suoi effetti cancerogeni), altri derivati naturali del petrolio, metalli pesanti ed elementi naturalmente radioattivi. [2]

Durante la risalita, in numerosi casi registrati negli USA, i fluidi e i rispettivi contaminanti hanno intercettato la falda acquifera contaminandola, e compromettendo così la salubrità dell’acqua distribuita nelle abitazioni adiacenti le pompe. [3] Solo un esempio quello della città di Dimock, in Pennsylvania, i cui abitanti hanno fatto causa alla società di estrazione operante nel loro territorio, lamentando di continue emissioni gassose all’interno delle loro case, della presenza massiccia di tali gas nelle falde acquifere e della loro contaminazione. [4]

Sulla composizione esatta dei composti chimici, introdotti assieme all’acqua attraverso le pompe, fino a poco tempo fa vigeva il silenzio; le industrie di trivellazione che non erano tenute a darne comunicazione dovranno adeguarsi ad una recentissima norma creata dal “Bureau of Land Management” e voluta fortemente dal Presidente Obama.

Non è tutto. In passato le compagnie di trivellazione hanno ottenuto esenzioni ed esclusioni da alcune parti chiave delle leggi federali in materia ambientale.

Perché? Grazie ad un cavillo detto “Halliburton Loophole” che esclude dal 2005 le industrie del gas e del petrolio dalla supervisione dell’EPA, l’Agenzia governativa per la protezione dell’ambiente, e dalla regolamentazione a livello federale; un accordo controverso per una legge altrettanto controversa e tutt’ora in vigore: la “Energy Policy Act” del 2005.[4]

Il gioco vale la candela?
Decisamente no, e per diverse ragioni. Per prima cosa il costo delle attività di estrazione è altissimo ed ha portato ad un forte indebitamento delle compagnie di trivellazione, che va a sommarsi al ricavo esiguo o quasi nullo dovuto al prezzo del barile in picchiata.
In realtà l’attività di estrazione del fracking consente di ricavare solo il 5-10% del contenuto effettivo di petrolio grezzo contenuto nella roccia, e ciò porta a dover attivare continuamente nuovi pozzi di estrazione, ormai se ne contano a migliaia, e ve sono altrettanti altri in attesa di essere messi in funzione.

Questa “lista di attesa” è stata battezzata “Fracklog” solo di recente, è una vera propria lista programmata di attività di estrazione, necessaria per evitare di aumentare ulteriormente il surplus sul mercato e i costi di deposito per lo stoccaggio temporaneo.

Non meno importanti sono i cambiamenti sociali e l’impatto che hanno avuto sulle comunità; gli Americani, a cui era stato promesso benessere, si sono dovuti scontrare con i gravi problemi legati alla salubrità dell’aria e dell’acqua, alla minaccia che essi portano sulle più belle riserve naturali del loro territorio (come il parco di Yellowstone e l’Allegheny National Forest), alla criminalità attirata dai facili profitti. [5]

Ardua la strada verso la rinuncia alle fonti fossili, un business che anziché diminuire sembra aver preso una nuova folle spinta, e controcorrente anche con il pensiero del Presidente degli Stati Uniti Obama, che ha annunciato il suo impegno a ridurre le emissioni di CO2 negli USA del 28% entro il 2025.



Fonti:
[1]-Il Sole 24 ore- 5 gennaio 2015 “Petrolio sotto i 49 dollari: prezzo del barile dimezzato in sei mesi. Ecco perché (e quanto durerà).” Di Enrico Marro
[2] “The effects of shale gas exploration and hydraulic fracturing on the quality of water resources in the United States” Avner  Vengosh, Nathaniel Warner, Rob Jackson, Tom Darrah ; Procedia Earth and Planetary Science 7 ( 2013 ) 863 – 866.
[3] “Human health risk assessment of air emissions from development of unconventional natural gas resources “Lisa M. McKenzie , Roxana Z. Witter, Lee S. Newman, John L. Adgate; Science of the Total Environment 424 (2012) 79–87.
[4] “The implications of unconventional drilling for natural gas: a global public health concern” M.L. Finkel, J. Hays; Public Health 127 (2013) 889-893.
[5] ““Fracking” controversy and communication: Using national survey data to understand public perceptions of hydraulic fracturing” H. Boudet, C. Clarke, D. Bugden, E. Maibach, C R Renouf, A. Leiserowitz; Energy Policy 65 (2014) 57–67.

21/03/15

«L’insostenibile leggerezza dell’uomo» di Mario Tozzi

La copertina dell'e-book
dal mio e-reader.
L’autore:

Mario Tozzi, geologo ricercatore, giornalista e scrittore, piuttosto noto per i programmi televisivi con cui ha collaborato e i numerosi documentari naturalistici, soprattutto riguardanti le criticità e i rischi sul territorio.


Di cosa tratta?

Si può definire un «piccolo» libro per la quantità delle pagine, ma non altrettanto per i contenuti. Un filo conduttore unisce i molteplici aspetti e questioni ambientali trattati nei 6 capitoli, e fornisce una stimolante lettura continuativa e abbastanza dettagliata.

Il filo conduttore si può già intuire dal titolo. Il peso delle decisioni dell’uomo, del suo progresso spietato e incontrollato, i meccanismi di potere che tanto fanno male all’ambiente allo stesso modo di versare scorie direttamente a mare; infine, ci sono le decisioni di ognuno di noi e il peso che i nostri figli erediteranno.

Consigliato: a chi è interessato al tema ambiente, soprattutto alle prime armi.


[Il libro è disponibile su Kobo Shop in formato e-pub per e-book, al prezzo di 1.99€]